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Il microcredito umanista PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Marzo 2013 00:00

saponeIl successo del modello di microcredito, ideato e reso famoso in tutto il mondo dal prof. Muhammad Yunus, vincitore del Premio Nobel per la Pace 2006, si fonda sulla forza imprenditoriale e creativa delle donne dei paesi in via di sviluppo – ma la microfinanza si è evoluta a partire dagli anni ’70, da quando cioè Yunus se n’è fatto portavoce e ideatore, e adesso è uno strumento finanziario utilizzato anche nei paesi più ricchi.

 

Il microcredito tradizionale è rivolto a un gruppo di persone, per lo più donne – proprio per il loro senso di responsabilità e per l’elevato “capitale sociale” instaurato tra di esse – con l’intento di appoggiare lo sviluppo di idee imprenditoriali su piccola scala, che, in quanto tali, non hanno accesso al credito bancario. L’idea è semplice: l’istituto di microfinanza eroga una quantità di denaro a un gruppo di donne senza che le stesse debbano presentare una garanzia in contropartita. Della restituzione tutti i membri del gruppo sono socialmente responsabili, per cui l’istituto erogatore fa leva sui rapporti interni al gruppo e riesce - quasi sempre - a ottenere la restituzione del fondo, maggiorato di interessi di gran lunga inferiori a quelli presenti sul mercato bancario (generalmente lo stesso non supera il 2% mensile).

 

Il modello riproposto da Ritmi Africani non si allontana di molto da quello tradizionale ma si spoglia dell’elemento legato al business e al profitto – presente invece nelle operazioni degli istituti di microfinanza tradizionali. In quanto composta interamente da volontari, l’obiettivo dell’associazione non è il lucro ma esclusivamente lo sviluppo imprenditoriale e sociale dei gruppi di donne senegalesi. Il fondo diventa così non più un “prestito”, ma una “promessa”: Ritmi Africani propone un patto per lo sviluppo con le comunità locali, le quali avranno accesso a un fondo (che si aggira sui 500 Euro), per intraprendere le attività di produzione in cui le donne si sono specializzate (a Baback le donne sono produttrici di prodotti fornari, mentre a Popenguine un gruppo è promotore di produzione di sapone e altri prodotti per l’igiene della casa). La restituzione avviene comunque, maggiorata di un tasso di interesse molto al di sotto del microcredito tradizionale – non più dello 0,2% mensile. Il fondo ricostituito e maggiorato viene gestito dalla controparte senegalese dell’associazione, Coeur Action, che monitora mensilmente il buon andamento delle attività. Il denaro ricostituito forma così un nuovo fondo per lo sviluppo di altre attività imprenditoriali del gruppo medesimo o di altre donne che abbiano la volontà e la responsabilità di prendere per mano il proprio destino.

 

 

 

 
Ultimo aggiornamento Martedì 12 Marzo 2013 23:19
 

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